Enzo Pisano: un combattente, un fiero Uomo di Confedercontribuenti Campania

 

Imprenditore nell’azienda di famiglia. La tua vita spesa per il lavoro. Raccontaci.

Il lavoro ė sempre stato una passione. Lavorando nel campo dell’abbigliamento, soprattutto femminile, la mia curiosità è stata sempre cercare di capire quali fossero i desideri delle donne, se le mode fossero dettate da un leader d’opinione, oppure fossero un desiderio indotto da diversi fattori sociali, storici, che all’improvviso scatenano la voglia di un determinato prodotto, il desiderio di un oggetto o di un abito. Ho iniziato a lavorare nel 1975 nell’azienda paterna, dove avendo le spalle coperte, giravo tutta l’Italia per portare a Napoli i prodotti piú particolari e innovativi.

L’Italia, la sua economia ed il Cis di Nola, difficoltà e rabbia. Raccontaci.

Nel 1986, mi sono trasferito al Cis di Nola, creando una nuova azienda. Gli anni dal 1978 al 1989, come diversi studi hanno analizzato, sono stati quelli in cui l’Italia ha raggiunto l’apice del benessere.

Io ho goduto di “questa improvvisa felicitá”, ed ero assalito dalla folla dei clienti, come la maggior parte dei commercianti del Cis. Ma già nel 1992, cominciai a notare il cambiamento che inesorabile avanzava.

La globalizzazione, per noi, dava i primi segnali. Se prima bastava recarsi a Prato o a Carpi per attirare clienti, adesso non era più cosí. Solo “creando” un prodotto alternativo, si riusciva ad entrare sul mercato. Pertanto producendo anche maglieria, invece di comprarmi la barca, comprai una Stoll, la macchina dei miei sogni, per produrre maglie innovative. Quando cominciò ad avanzare la concorrenza cinese, i migliori fornitori cominciarono ad avere problemi e anche le mie maglie cominciarono a non avere piú mercato.

Inoltre nel Cis, abbiamo avuto tanti problemi e il più grande è stato soprattutto la volontá di chi lo governava di portarlo al fallimento per appropriarsi di 100 mila mq. di aree gratis.  I miei problemi sono nati per un mutuo di cui ci avevano promesso la rinegoziazione, che ci hanno rifiutato la sera prima di andare in tribunale per fare la desistenza che ci avevano garantito.

Li ho voluti sfidare ed ho perso.


Come hai conosciuto Confedercontribuenti?

La situazione del Cis è stata devastante. Ho chiesto aiuto a tanti, ma solo un Uomo ha risposto alla mia richiesta di aiuto: Carmelo Finocchiaro, il Presidente di Confedercontribuenti.  Gli inviai un messaggio e il giorno dopo, mentre ero in attesa della funicolare di Mergellina, mi chiamò, gli dissi che era una cosa complicata e non dimenticherò mai la sua risposta: “A noi di Confedercontribuenti, piacciono le cose difficili”. Dopo solo una settimana portó me e Consolato Cinque dal sottosegretario De Vincentis per esporre la complicata vicenda del Cis di Nola. Una soddisfazione enorme.


Confedercontribuenti: combattere e non arrendersi. 
Credo che per le qualitá del suo Presidente, dell’uomo e per le istanze che rappresenta, nonché per le energie personali e professionali di tutta la squadra associativa italiana, Confedercontribuenti dovrebbe trasformarsi in un partito politico, nel senso teorico e pratico del termine cioè che si occupa del bene del cittadino. Oggi che sono svanite le ideologie, c’é bisogno di chi comprende i veri problemi della gente e se il governo che ci rappresenta é composto da tanti “bravi ragazzi”, che non hanno nessuna competenza specifica, tanto vale scendere direttamente in campo.
Sì, Confedercontribuenti è una realtà che combatte e non si arrende portando avanti obiettivi di giustizia: sono onorato di farne parte e di contribuire nel migliore dei modi possibili.

Napoli, l’Italia. Speranze e obiettivi per il futuro?

Il futuro di Napoli in particolar modo in questo momento, dá tanti segnali positivi, le presenze turistiche, che fino a 15 anni fa erano impensabili, fanno ben sperare. Purtroppo, la politica nazionale oggi é cosí avara di talenti; basta pensare che dopo il concorrente de “La ruota della fortuna”, oggi governano un ex steward ed un ex camicia verde urlatore.

Ma non voglio recriminare: voglio lanciare un messaggio di speranza.

Nonostante dure avversità con il Cis di Nola, le battaglie condotte che sfiancano, le giornate che corrono e l’economia che ha necessità di una risalita per il bene di famiglie ed imprese, sono orgoglioso di credere ancora che una soluzione esiste, che fare squadra, che impegnarsi, sia l’unico modo per risorgere come popolo, con la nostra identità geniale e creativa che ha contraddistinto da sempre il nostro Made in Italy nel mondo. Con energia ed entusiasmo risaliremo la china. Lo dico con la stessa forza che ho messo e metto nel mio lavoro e nella mia vita. Ci credo fermamente.


 

Un guerriero, un combattente, un uomo di Confedercontribuenti: Consolato Cinque

Sei il nostro Coordinatore nazionale: hai preso l’azienda di tuo padre, l’hai fatta crescere e trasmessa a tuo figlio. Quali sono i tuoi valori? Raccontaci un po’ di te.

Sono figlio di un vecchio commerciante, che aveva una piccola attività di commercio di pellami nel centro storico, che con dedizione curava ogni minimo dettaglio della sua attività, fondata nel 1949. Ricordo ancora l’odore della bottega e i sacrifici di mio padre.

Successivamente, arrivammo io ed i miei fratelli che abbiamo proseguito l’attività diventando un po’ alla volta un punto di riferimento per gli artigiani di pelletteria di tutta Napoli, curando la selezione delle merci, fidelizzando il Cliente che in noi trovava competenza, ampia offerta e soluzioni. Abbiamo trasformato una piccola bottega in un’area di 1700 mq di capannoni proponendoci anche come rivenditori di macchine per pelletteria. Adesso in azienda ci sono anche mio figlio e mio nipote: da generazione in generazione, con la visione di miglioramento continuo sempre in primo piano. I miei valori? Onestà, determinazione, lealtà, spirito di sacrificio, apertura al confronto.

Spesso si pensa che un’azienda a carattere famigliare sia minore rispetto ad un’azienda con un amministratore delegato. Io penso di no. Tu?

Negli Stati Uniti un’impresa che ha il carattere di azienda a conduzione familiare è un plus valore. Significa accortezza, impegno, riguardo affinché il cliente sia di casa. Credo, inoltre che nessuno possa fare gli interessi di un’azienda, meglio di un titolare, che per traslazione fa di tutto per i propri clienti. Ma dev’essere un titolare lungimirante, capace di tracciare una strada che porti lontano e non si ponga confini, con pianificazione e target definiti e chiari.

Ci sono stati ostacoli nella tua vita. Come li hai superati e superi ogni giorno?

Ci sono e ci saranno sempre. Ma se visti con occhi propositivi, si trasformeranno sempre in possibilità e opportunità di crescita. Personalmente li supero, con la convinzione e la testardaggine di chi conosce bene il proprio mestiere ed una forte dose di autostima che non significa arroganza, significa consapevolezza di me stesso. Per esempio mi metto in discussione ogni giorno: sono appassionato di tecnologia e tale passione mi è stata di grande aiuto per introdurre anche il commercio dei macchinari, che in azienda sono oggi tutti elettronici.

La vicenda del Cis di Nola quanto ti ha segnato nel piano umano e imprenditoriale? 

Mi ha segnato profondamente.

Ad un certo punto infatti la nostra impresa è caduta nella trappola di Punzo ed è stata dichiarata fallita.

Ostinati e volenterosi , non essendo un fallimento “commerciale” ma in cui era coinvolto solo il mancato pagamento del Leasing, abbiamo ritrovato la fiducia dei nostri clienti e fornitori. Stiamo rilanciando l’attività adesso suddividendola in due location: un negozio in Napoli a via Cirillo (culla del settore nel dettaglio) ed un capannone a Casandrino, diventato un punto strategico per l’ingresso pellami. Intorno vi sono tante fabbriche e rivenditori di accessori con cui abbiamo creato una rete di impresa importante. Se da un verso ci siamo ripresi, dall’altro ho imparato anche che è faticoso battersi quando ti scontri con certi poteri forti. Ci abbiamo provato anche con l’aiuto di Confedercontribuenti, che ho conosciuto in questa occasione e che ci ha messo la faccia. Ma non dispero. Ritengo sia meglio pensare subito al da farsi per il lavoro, e poi, come sto facendo, occuparmi anche di avere giustizia, sempre con il prezioso aiuto di Confedercontribuenti che mi è stata vicino sin dal primo momento.

Il tuo sogno personale e il tuo obiettivo professionale: raccontaci.

Ovviamente il mio sogno segreto è quello, come dicevo prima, di avere giustizia. L’obiettivo professionale, è quello di riportare l’impresa agli antichi splendori, per consegnarla sana e forte nelle mani di mio figlio e mio nipote, che in questo momento collaborano attivamente a questo scopo.

Sei un combattente, un guerriero, una persona perbene. Cosa farà sotto il tuo coordinamento, Confedercontribuenti Imprese?

Metterò la mia esperienza di numerosi anni di lavoro, al servizio di Confedercontribuentimprese per le imprese che richiederanno informazioni e aiuto sui vari problemi che si presentano nel corso di un’attività commerciale, con suggerimenti pratici da chi l’esperienza l’ha acquisita sul “campo”. Proposte fatte da una persona “comune” che certe situazioni  le conosce per averle vissute sulla propria pelle.

Ci interfacceremo con la politica e il governo in materia di leggi e tributi: attivi politicamente, faremo le nostre proposte per il diritto ad un’economia che non tartassi il contribuente, ma che sia equa e solidale con chi ogni mattina apre la saracinesca per portare avanti i propri interessi e quelli del nostro splendido paese.

Cercheremo di mettere in luce i disagi anche dei lavoratori, tutelando i loro interessi affinché la macchina impresa sia funzionale e funzionante.

Nessuno verrà lasciato solo con Confedercontribuenti.

Steve Jobs diceva “Andare a letto la notte sapendo che abbiamo fatto qualcosa di meraviglioso: questo è quello che mi interessa”. Non sono Jobs, ma ritengo che la squadra di Confedercontribuentimprese possa realizzare qualcosa di assolutamente straordinario. Siamo pronti.

 

Economia Circolare e rifiuti. L’esperienza e le proposte di Concetta Italia. Per un futuro ecocompatibile.

di Livio Mario Cortese

L’avvocato e consigliere comunale, grande Donna di Confedercontribuenti, attiva in diversi consorzi siciliani per il trattamento dei rifiuti, racconta le attuazioni passate e future per una gestione ecosostenibile.


Una società che non produce rifiuti, creando benessere dalla rigenerazione delle risorse: non è la Sicilia di oggi, dove periodicamente l’emergenza esplode. Tuttavia anche qui non mancano possibilità risolutive: da alcuni anni fatica a diffondersi il concetto di economia circolare, applicato al riciclaggio di quella spazzatura che non è più semplice “immondizia”.

Questi ed altri temi ha discusso il Quotidiano dei Contribuenti con l’avv. Concetta Lucia Italia, già  presidente del consorzio Simco ed attuale presidente del CDA di Kalat Ambiente SRR.

Le abbiamo dapprima chiesto una definizione univoca di economia circolare.Un sistema nel quale tutte le attività, a partire dall’estrazione e dalla produzione, sono organizzate in modo che i rifiuti di qualcuno diventino risorse per altri. Nell’economia lineare, invece, col consumo termina anche il ciclo del prodotto che diventa rifiuto, costringendo la catena economica allo stesso schema: estrazione, produzione, consumo e smaltimento”.

Una logica che si direbbe costruita per attagliarsi al consumismo più spinto. Ma quali le idee attuate in quest’ottica?Da tanti anni ormai  lavoro con una squadra di professionisti che conoscono a fondo il settore ambientale e la tecnologia più innovativa per diffondere una maggiore consapevolezza sulla tutela ambientale. Attualmente siamo impegnati in un ambizioso progetto che guarda alle politiche ambientali europee, per traghettarci in un nuovo sistema di economie emergenti in luogo di quelle lineari che ancora ci caratterizzano” .

Non si può che essere curiosi in merito.Nel bacino dell’ATO Catania Provincia Sud, l’idea e la proposta sviluppata con i professionisti con i quali collaboro prevede innanzitutto l’impiego massiccio delle fonti di energia rinnovabile attraverso implementazione e trasformazione degli attuali impianti di conferimento della frazione organica dal sistema aerobico al sistema anaerobico, per la produzione di biogas, CO2, biometano ed energia elettrica”.

Progetto certamente innovativo, improntato all’autosufficienza.Oltre al vantaggio economico diretto, i comuni titolari dell’impianto risulteranno produttori di energia da fonte rinnovabile. Ciò rappresenterebbe l’adesione dei comuni soci alla Direttiva Europea cosiddetta del 20-20-20”.

Tale disposizione prevede, entro il 2020, il 20% di produzione energetica da fonte rinnovabile, il 20% di riduzione delle emissioni di CO2 ed una aumento del 20% dell’efficienza energetica. Così si concretizzerebbe il principio dell’economia circolare nel bacino dell’ATO Catania Provincia Sud: 15 Comuni tra le province di Catania ed Enna, 1.243 km² di superficie per 141.000 abitanti. Un percorso intrapreso in alcune zone fin dal 2005:Nel territorio del Calatino-Sud Simeto la valorizzazione dei rifiuti differenziati costituisce un polo ad oggi unico in Sicilia: un costante presidio ambientale che garantisce ai comuni soci l’autosufficienza in tema di conferimento, trattamento e valorizzazione dei rifiuti”.

Alla luce di simili premesse, dov’è allora il cuore dell’emergenza rifiuti?Nella carenza d’impianti per riciclo e recupero; anche la gestione è un problema grave. La quantità di rifiuti urbani medi pro capite in Sicilia è di oltre 1 Kg al giorno per abitante. Con la raccolta porta a porta il dato si riduce, garantendo una percentuale di ‘purezza’ del materiale molto più elevata rispetto alla raccolta tradizionale a cassonetti. Ma cittadini, operatori ed amministrazioni dovrebbero lavorare secondo coscienza ed in sinergia: malgrado l’esempio di Comuni virtuosi, la percentuale di differenziata è ancora troppo bassa”.

Peraltro la corretta gestione dei rifiuti dovrebbe tradursi, precisa l’avv. Italia, nel diritto ad una riduzione della Tassa Rifiuti  attraverso il passaggio al sistema della tariffa puntuale: in tal caso la quota di tariffa variabile per le utenze domestiche e non domestiche è calcolata in modo direttamente proporzionale alla quantità di rifiuto urbano residuo, previa individuazione dei criteri di rilevazione e di contabilità riferiti ad ogni singola utenza. Contraddittoria la situazione regionale:A fronte di un miglioramento complessivo nei comuni dell’isola persiste il pessimo dato delle tre città metropolitane. A causa delle distanze fra la maggior parte dei comuni e i pochi impianti in funzione, si determinano elevatissimi costi di trasporto a carico dei cittadini e delle amministrazioni. La Regione deve predisporre un intervento normativo per meglio disciplinare la gestione integrata dei rifiuti al fine di raggiungere gli obiettivi stabiliti dall’Unione europea. Un apposito disegno di legge è già stato approvato, l’iter amministrativo è in corso”.

Rifiuti = risorse: come può passare nel vivere comune questo concetto, tutt’altro che nuovo ma dimenticato nell’ultimo mezzo secolo?Informazione ed educazione sono alla base. Le istituzioni devono provvedere alla promozione di politiche volte alla sensibilizzazione: non si può che iniziare dalle scuole”.

Un versante gemello della questione riguarda la mobilità sostenibile: esistono proposte attuabili in tal senso?Incentivare il trasporto pubblico, adottando  misure permanenti per razionalizzare il traffico, renderebbe più vivibili le nostre città: i governi devono investire su tecnologie già disponibili, come motori ibridi o elettrici. Ogni amministrazione dovrebbe inoltre favorire la mobilità alternativa: piste ciclabili, mezzi di trasporto pubblico, car sharing: dando la possibilità di spostarsi in libertà senza perdere di vista l’ambiente”.

L’assenza di una logica virtuosa può essere riassunta da “ecomostri” quali la discarica di Primosole, che rischia di compromettere un sito d’incomparabile valore storico ed ambientale: la mole di rifiuti non differenziati rende ancora necessarie le discariche e, per conseguenza, lo scempio ambientale.