Stop la crisi non è finita. Fermate la riscossione esattoriale.

Fermatevi la crisi non è finita, anzi la ripresa della pandemia aggrava di nuovo la situazione. A chiederlo il presidente di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro “Chiediamo che si fermi l’invio, previsto da domani, di oltre nove milioni di cartelle esattoriali, oltre che di accertamenti e misure cautelari. Questo modo di fare del Fisco su disposizione del Governo è un fatto gravissimo che metterà in crisi milioni di contribuenti e imprese alle prese con la crisi causata dal Covid e dalla precedente situazione economica del Paese.

Si tratta di italiani con momentanee difficoltà economiche: il governo che pensa a nuove chiusure deve fermare prima di tutto l’invio delle cartelle esattoriali che rischiano di rovinare padri di famiglia e migliaia di imprese. Procediamo continua Finocchiaro con un “patto fiscale” che consenta un piano di rientro dei debiti tributari in maniera sostenibile e con una rateizzazione ultrannuale che non ecceda il quinto del reddito o il quinto dell’utile d’impresa. Senza questa soluzione assisteremo alla moria di migliaia di imprese con un costo enorme per la collettività. Un Governo responsabile ascolterebbe la voce di chi tutti i giorni soffre la crisi e rischia di perdere tutto.

Una svolta per la ripresa. Il superbonus 110% per dare lavoro e sviluppo

di Carmelo Finocchiaro Presidente Confedercontribuenti

Il superbonus del 110% una misura importante per l’Italia. Una misura che sta dando speranza alle tante imprese edili in crisi e all’indotto. Un piano di rilancio economico ed occupazionale per il nostro Paese. L’interesse per la nuova maxi detrazione fiscale è generalizzato e riguarda ogni parte d’Italia. Adesso questo vero piano di rilancio dell’economia del Paese e in particolare dell’edilizia non speculativa, ha bisognao di una semplificazione della parte documentale e la concessione di più tempo perché la partita possa essere giocata con più tranquillità e concedere margini di ripresa per l’edilizia piu’ ampi. . La mole di documenti attualmente prevista per poter accedere alla cessione del credito o allo sconto in fattura, sta mettendo in difficoltà gli operatori e gli intermediari già scesi in campo che, in molti casi, hanno dovuto organizzare vere e proprie piattaforme specifiche tramite le quali, grazie a contratti di partnership con soggetti esterni qualificati, si procede al controllo ed alla verifica dei requisiti.

Anche il fattore tempo serve ha svolgere un ruolo fondamentale. Con il 2020 che si è praticamente speso per mettere a punto le procedure operative, avere un solo anno, il 2021, per poter aprire i cantieri ed eseguire tutti gli interventi progettati rischia di creare una corsa all’esecuzione che potrebbe avere conseguenze poco edificanti, soprattutto in termini di qualità dei lavori stessi.

In generale, a parte queste riflessioni finalizzate ad un miglioramento della normativa, il tema del superbonus, sta suscitando grande interesse in tutto il paese. Senza distinzioni, almeno per una volta, fra il nord ed il sud dell’Italia. E questa occasione il Paese non puo’ permettere di perdersela. Dunque avanti tutta con la semplificazione e la chiarezza delle procedure e con la fondamentale necessità di rendere strutturale una misura fondamentale per rilanciare l’economia del nostro Paese.

Stop la crisi non è finita. Fermate la riscossione esattoriale.

Fermatevi la crisi non è finita, anzi la ripresa della pandemia aggrava di nuovo la situazione. A chiederlo il presidente di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro “Chiediamo che si fermi l’invio, previsto da domani, di oltre nove milioni di cartelle esattoriali, oltre che di accertamenti e misure cautelari. Questo modo di fare del Fisco su disposizione del Governo è un fatto gravissimo che metterà in crisi milioni di contribuenti e imprese alle prese con la crisi causata dal Covid e dalla precedente situazione economica del Paese.

Si tratta di italiani con momentanee difficoltà economiche: il governo che pensa a nuove chiusure deve fermare prima di tutto l’invio delle cartelle esattoriali che rischiano di rovinare padri di famiglia e migliaia di imprese. Procediamo continua Finocchiaro con un “patto fiscale” che consenta un piano di rientro dei debiti tributari in maniera sostenibile e con una rateizzazione ultrannuale che non ecceda il quinto del reddito o il quinto dell’utile d’impresa. Senza questa soluzione assisteremo alla moria di migliaia di imprese con un costo enorme per la collettività. Un Governo responsabile ascolterebbe la voce di chi tutti i giorni soffre la crisi e rischia di perdere tutto.

Una svolta per la ripresa. Il superbonus 110% per dare lavoro e sviluppo

di Carmelo Finocchiaro Presidente Confedercontribuenti

Il superbonus del 110% una misura importante per l’Italia. Una misura che sta dando speranza alle tante imprese edili in crisi e all’indotto. Un piano di rilancio economico ed occupazionale per il nostro Paese. L’interesse per la nuova maxi detrazione fiscale è generalizzato e riguarda ogni parte d’Italia. Adesso questo vero piano di rilancio dell’economia del Paese e in particolare dell’edilizia non speculativa, ha bisognao di una semplificazione della parte documentale e la concessione di più tempo perché la partita possa essere giocata con più tranquillità e concedere margini di ripresa per l’edilizia piu’ ampi. . La mole di documenti attualmente prevista per poter accedere alla cessione del credito o allo sconto in fattura, sta mettendo in difficoltà gli operatori e gli intermediari già scesi in campo che, in molti casi, hanno dovuto organizzare vere e proprie piattaforme specifiche tramite le quali, grazie a contratti di partnership con soggetti esterni qualificati, si procede al controllo ed alla verifica dei requisiti.

Anche il fattore tempo serve ha svolgere un ruolo fondamentale. Con il 2020 che si è praticamente speso per mettere a punto le procedure operative, avere un solo anno, il 2021, per poter aprire i cantieri ed eseguire tutti gli interventi progettati rischia di creare una corsa all’esecuzione che potrebbe avere conseguenze poco edificanti, soprattutto in termini di qualità dei lavori stessi.

In generale, a parte queste riflessioni finalizzate ad un miglioramento della normativa, il tema del superbonus, sta suscitando grande interesse in tutto il paese. Senza distinzioni, almeno per una volta, fra il nord ed il sud dell’Italia. E questa occasione il Paese non puo’ permettere di perdersela. Dunque avanti tutta con la semplificazione e la chiarezza delle procedure e con la fondamentale necessità di rendere strutturale una misura fondamentale per rilanciare l’economia del nostro Paese.

Sovrindebitamento, resta tanta strada da fare per aiutare la gente. Positivo emendamento presentato al “decreto Agosto”

di Carmelo Finocchiaro – presidente Confedercontribuenti

Subito in vigore la nuova disciplina sul sovraindebitamento. Stralciandola in parte dal Codice della crisi, destinato al debutto solo dal 1° settembre del prossimo anno. Questo il contenuto di un emendamento al decreto legge agosto che , dopo riformulazione, ha ottenuto sia l’ammissibilità sia il parere favorevole del ministero della Giustizia.  A favore di un debutto anticipato delle misure, con l’intenzione di favorire vie d’uscite sostenibili da indebitamenti pesanti, un appello sottoscritto da 29 fondazioni e asociazioni, 38 magistrati e 32 docenti universitari.

 L’emendamento si propone di inserire nel testo della legge 3/2012 una serie di modifiche per favorire 3 forme di soluzione all’esposizione debitoria rivelatasi non più sostenibile: il piano del consumatore, l’accordo di composizione della crisi o concordato minore e la liquidazione vera e propria.

Tra le novità, il fatto che i componenti della stessa famiglia possono presentare un’unica procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento quando sono conviventi o quando il sovraindebitamento ha un’origine comune.

Il piano del consumatore è destinato al solo debitore civile,   con un piano di ristrutturazione del debito rispetto al quale i creditori non sono chiamati a esprimersi con un voto.

La proposta di piano del consumatore, si prevede ora, può stabilire anche la falcidia e la ristrutturazione dei debiti derivanti da contratti di finanziamento con cessione del quinto dello stipendio, del trattamento di fine rapporto o della pensione e dalle operazioni di prestito su pegno come pure il rimborso, alla scadenza convenuta, delle rate a scadere del contratto di mutuo garantito da ipoteca iscritta sull’abitazione principale del debitore se lo stesso, alla data del deposito della proposta, ha adempiuto le proprie obbligazioni o se il giudice lo autorizza al pagamento del debito per capitale ed interessi scaduto a quella data.

 Un buon passo avanti, ma tanto resta ancora da fare per liberare tantissime persone dalla forca di creditori senza scrupoli.   Noi di Confedercontribuenti continueremo con proposte e iniziative.