Stop la crisi non è finita. Fermate la riscossione esattoriale.

Fermatevi la crisi non è finita, anzi la ripresa della pandemia aggrava di nuovo la situazione. A chiederlo il presidente di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro “Chiediamo che si fermi l’invio, previsto da domani, di oltre nove milioni di cartelle esattoriali, oltre che di accertamenti e misure cautelari. Questo modo di fare del Fisco su disposizione del Governo è un fatto gravissimo che metterà in crisi milioni di contribuenti e imprese alle prese con la crisi causata dal Covid e dalla precedente situazione economica del Paese.

Si tratta di italiani con momentanee difficoltà economiche: il governo che pensa a nuove chiusure deve fermare prima di tutto l’invio delle cartelle esattoriali che rischiano di rovinare padri di famiglia e migliaia di imprese. Procediamo continua Finocchiaro con un “patto fiscale” che consenta un piano di rientro dei debiti tributari in maniera sostenibile e con una rateizzazione ultrannuale che non ecceda il quinto del reddito o il quinto dell’utile d’impresa. Senza questa soluzione assisteremo alla moria di migliaia di imprese con un costo enorme per la collettività. Un Governo responsabile ascolterebbe la voce di chi tutti i giorni soffre la crisi e rischia di perdere tutto.

QdC – rassegna stampa fiscale e del lavoro settimanale dell’11/10/2020

Rassegna Stampa a cura dell’Ufficio Fiscale e Lavoro della Confedercontribuenti Nazionale.

Tel. 0621129414 / info@confedercontribuenti.it

 

FISCALE

Inchieste Fiscali piu’ garanzie

talia Oggi, Giustizia e Società, Stefano Loconte – Giulia Maria Mentasti, pag. 28 – 08/10/2020

La Corte Ue con la sentenza nelle cause riunite C-245/19 Stato lussemburghese/B. e C-246/19 Stato lussemburghese/B., ha riconosciuto più garanzie per i contribuenti sotto inchiesta fiscale, legittimati a ricorrere contro le richieste di informazioni. La sentenza ha chiarito come il diritto a un ricorso effettivo sancito dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea impone di permettere alle persone destinatarie di un ordine di informazioni da parte dell’amministrazione, nel contesto di una procedura di cooperazione tra Stati membri, di formare un’impugnazione diretta contro tale richiesta. Il contenuto essenziale dovrà esserne comunque rispettato, il che si traduce – precisa la Corte – nella previsione quantomeno di altre vie di ricorso che permettono ai cittadini sotto accertamento fiscale e ai terzi interessati dalle informazioni in causa di ottenere un controllo incidentale.

 

Velocizzati i rimborsi fiscali

Italia Oggi, Diritto e Fisco, Cristina Bartelli, pag. 27  – 08/10/2020

L’Agenzia delle entrate disegna le linee guida 2020-2022 facendo i conti con il perdurare dell’emergenza Covid-19: rimborsi sprint, modelli Iva precompilati, zero accessi in azienda ma assistenza virtuale e controlli da remoto e dal 2021 ripartono le lettere di compliance. Il documento, che dovrà essere asseverato dal comitato di gestione ed è stato condiviso dai vertici dell’Agenzia con i sindacati, tratteggia le linee di intervento del prossimo triennio. «La priorità strategica», si legge nel report, «individuata per l’esercizio 2020 è quella di fornire assistenza e servizi agli utenti e ai contribuenti attraverso l’interazione a distanza, con modalità uniformi sul territorio, sia nella fase di richiesta dei servizi che nella loro successiva fase di lavorazione, privilegiando la lavorazione dei rimborsi che consentono l’immissione di liquidità nel sistema economico».

FISCALE

Esenzione IMU anche per pensionati soci e coadiuvanti di coltivatori

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Gian Paolo Tosoni, pag. 28 (08/10/2020)

I pensionati, coadiuvanti e soci di società di persone con la qualifica di coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale (Iap), usufruiscono della esenzione da Imu sui terreni agricoli; lo prevede una norma interpretativa contenuta nel nuovo art. 78-bis del DL 104/2020 (decreto di agosto) in corso di conversione.

Si tratta di interpretazioni normative che il dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia aveva fornito da tempo, ma che parte della giurisprudenza disapprovava e quindi il legislatore ha ritenuto opportuno fissarle definitivamente con una norma di legge.

 

 FISCALE

Interventi antisismici in libertà

Italia Oggi – Diritto e Fisco, Fabrizio G. Poggiani, pag. 30

Le indicazioni rilevabili dal decreto interministeriale «Requisiti» del 6 agosto 2020, per gli interventi antisismici non prevedono nessuna verifica di congruità della spesa, anche se fruiscono della detrazione maggiorata del 110%. E poi modificano la detrazione massima ammissibile per i collettori solari che passa dai 30 mila euro indicata in precedenza agli attuali 60 mila euro.

Il decreto stabilisce, in attuazione al c. 3-ter dell’art. 14 del DL 63/2013, i requisiti tecnici necessari per gli interventi che possono fruire delle detrazioni, finalizzati all’efficienza energetica, nonché di quelli finalizzati al recupero o restauro delle facciate esterne degli edifici (c. 220 art. 1 L. 160/2019) e che danno diritto a quella maggiorata del 110% (c. 1 e 2, dell’art. 119 del DL 34/2020).

LAVORO

FondInps, da ottobre il TFR va su Cometa

Italia Oggi – Professioni, Carla De Lellis, pag. 32

Addio FondInps. Dal corrente mese di ottobre, infatti, i datori di lavoro non devono più versare a FondInps le quote di tfr dei lavoratori silenti, di quei lavoratori cioè che non hanno espresso al datore di lavoro l’adesione a una forma pensionistica complementare (fondo pensione) né di voler conservare il tfr in azienda. Lo spiega l’INPS nel Messaggio n. 3600/2020 di ieri. L’addio arriva a distanza di tre anni dalla L. 205/2017 (Legge Bilancio 2018) che ne ha previsto l’abrogazione, a seguito della pubblicazione in GU 190/2020 del 30 luglio del DM 85/2020 che ne ha disciplinato le modalità.

FISCALE

Cartelle, lo stop alla moratoria fa i conti anche con l’arretrato

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Marco Mobili e Giovanni Parente, pag. 31

Non c’è solo la raffica di nove milioni di cartelle congelate dall’8 marzo scorso e pronte a partire ma scaglionate dal 16 ottobre. Lo stop alla moratoria, che non è stata prorogata nell’approvazione al Senato del decreto agosto ora al voto blindato alla Camera, porta con sé ricadute anche sull’arretrato della riscossione. Ci sono infatti «circa 130 milioni di cartelle, avvisi di addebito e avvisi di accertamento esecutivo» che compongono il magazzino residuo ancora da recuperare. Il numero uno di Agenzia Riscossione ha rassicurato, dopo quanto già affermato dal ministro Gualtieri, che per la notifica delle cartelle ci sarà «una ripresa progressiva» in grado di diluire e smaltire tutti gli arretrati nei mesi a venire.

 

LAVORO

Conciliazione giudiziale, a rischio le intese che vanno oltre la lite

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Giuseppe Bulgarini d’Elci, pag. 27

La conciliazione giudiziale mediante la quale datore di lavoro e lavoratore pongono fine alla lite azionata in giudizio non impedisce l’esperibilità delle normali azioni di nullità e di annullamento dei contratti, rispetto alle quali l’intervento del giudice non è idoneo a esplicare alcuna efficacia.

Le rinunce e le transazioni delle parti con riferimento all’oggetto della causa sono sottratte al regime di impugnazione di cui all’art. 2113 del c.c., mentre la stessa efficacia non può essere attribuita alle altre situazioni contrattuali che, nell’ambito della medesima conciliazione giudiziale, le parti hanno deciso di definire.

LAVORO

Cig, domande per la seconda tranche inviabili anche senza l’ok alla prima

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Antonino Cannioto e Giuseppe Maccarone, pag. 35

I datori di lavoro che vogliono richiedere la seconda tranche di nove settimane di trattamenti prevista dal decreto Agosto (DL 104/20) per periodi non precedenti al 14 settembre 2020, da concludersi entro il 31 dicembre 2020, possono inoltrare le richieste all’INPS senza dover attendere l’autorizzazione alle prime nove settimane. La condizione stabilita dall’art. 1 c. 2 del decreto Agosto riguarda infatti il rilascio dell’autorizzazione (fase istruttoria), momento in cui chi riconosce la legittimità dei trattamenti deve appurare che gli stessi giungano a valle di un precedente periodo di nove settimane, già autorizzato e che l’istanza si riferisca a un periodo successivo, ma non introduce un ulteriore vincolo alla trasmissione delle domande oltre quello inerente ai periodi interessati.

 

Fisco, il 15 Ottobre riparte la “guerra” contro gli italiani. Confedercontribuenti; fermatevi non distruggete le imprese

Tra gli oltre 130 emendamenti approvati nella notte tra venerdì e sabato dalla Commissione Bilancio del Senato manca all’appello la ventilata proroga al 30 novembre della sospensione della riscossione coattiva. Così se da una parte i contribuenti Isa avranno più tempo per pagare le tasse dall’altra l’agente pubblico della riscossione è pronto a rimettersi in moto. Partiranno 9 milioni di cartelle esattoriali e il fisco potrà riprendere i pignoramenti su stipendi o pensioni o sui crediti vantati dalle Aziende. Insomma in piena crisi una situazione drammatica e deplorevole, di cui il Governo non vuol tenere conto. Era necessario prevedere un piano straordinario di rientro dei debiti tributari, maturati al 15 Ottobre 2020, attraverso l’abbattimento del sistema sanzionatorio e un esborso finanziario mensile non superiore al quinto del reddito del contribuente o dell’utile dell’impresa su una media degli ultimi tre anni. Invece no. Lor signori del MEF, dell’Agenzia delle entrate e dell’Agenzia delle entrate riscossione con questa azione, non considerano che far fallire migliaia di attività produttive e mettere nelle mani degli “usurai” criminali tante famiglie e contribuenti, non costituisce una sana politica di Governo, specie nella fase del primo post Covid e di fronte al rischio del ritorno della pandemia. Intanto lo Stato “muscoloso” è pronto, soprattutto ad attuare politiche contro le imprese e gli italiani. Fermatevi, questo è l’appello che vi facciamo. Il fallimento delle imprese e la crisi delle famiglie e dei contribuenti, costerà molto di piu’ dell’applicazione di una saggia politica fiscale.

Ok all’ecobonus a un solo cessionario se è l’unico interessato all’acquisto

In presenza di più fornitori, la cessione dell’intero ammontare della detrazione spettante per gli interventi di riqualificazione energetica può avvenire anche nei confronti di un’unica ditta anche nel caso in cui gli altri esecutori dei lavori abbiano rinunciato all’acquisto della loro percentuale di credito d’imposta. A precisarlo la risposta n. 425del 1° ottobre 2020.

Il quesito è del titolare di una ditta che ha effettuato, nel 2018, dei lavori per i quali al committente spetta l’ecobonus. Il suo cliente ha effettuato anche altri interventi di riqualificazione energetica agevolabili rivolgendosi a un altro fornitore, cedendo, nel 2019, l’intero bonus all’istante visto che l’altro esecutore non ha accettato di acquistare la sua parte pro-quota del credito d’imposta.
Il titolare della ditta chiede conferma di poter essere l’unico cessionario della detrazione spettante al committente.

La possibilità di trasformare la detrazione d’imposta spettante per gli interventi di riqualificazione energetica in credito d’imposta cedibile ai fornitori è prevista dall’articolo 14, comma 2-sexies, del Dl n. 63/2013. L’alternativa alla fruizione diretta dell’ecobonus, in origine prevista soltanto per la riqualificazione energetica di parti comuni dei condomini, dal 1° gennaio 2018 è stata estesa anche ai lavori effettuati sulle singole unità immobiliari.
L’Agenzia delle entrate ha definito le modalità applicative della norma con i provvedimenti del 28 agosto 2017 e del 18 aprile 2019. Chiarimenti sull’argomento, inoltre, sono stati forniti dall’amministrazione finanziaria con le circolari n. 11/2018 e n. 17/2018.

In particolare, la circolare n. 11/2018 ha precisato che i beneficiari dell’agevolazione possono cedere il credito d’imposta:

  • ai fornitori dei beni e servizi necessari alla realizzazione degli interventi agevolabili
  • a privati, per tali intendendosi, oltre alle persone fisiche, anche i soggetti che esercitano attività di lavoro autonomo o d’impresa, anche in forma associata (società ed enti)
  • alle banche e intermediari finanziari nelle sole ipotesi di cessioni effettuate dai soggetti che ricadono nella no tax area.

Per completare il quadro normativo di riferimento, la risposta in esame riporta poi quanto stabilito dal provvedimento del 18 aprile 2019 del direttore dell’Agenzia delle entrate, richiamato anche dall’istante, secondo il quale “in presenza di diversi fornitori, la detrazione cedibile è commisurata all’importo complessivo delle spese sostenute nel periodo di imposta nei confronti di ciascun fornitore”.

Dall’esame dei provvedimenti legislativi e di prassi emerge che, in caso di più fornitori, per evitare la duplicazione del bonus spettante, la detrazione è in ogni caso rapportata all’ammontare massimo della spesa sostenuta dal committente per i lavori agevolabili, senza limiti per la cessione del credito così calcolato ai singoli fornitori (potenziali cessionari) sulla base del valore dei beni e servizi forniti.

In conclusione, l’Agenzia ritiene che l’istante possa acquisire a titolo di cessione l’intero ammontare dell’ecobonus maturato dal suo cliente, anche se parte del credito acquisito è relativo a interventi effettuati da altri fornitori che hanno rinunciato al credito.

Fonte: fiscooggi.it

Decreto “Rilancio” ulteriori chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

Con la circolare n. 25 del 20 agosto 2020, l’Agenzia delle entrate fornisce ulteriori chiarimenti, sotto forma di risposta a quesiti, sull’ambito applicativo del decreto “Rilancio”. L’input arriva da questioni sollevate da associazioni di categoria, direzioni regionali, operatori e contribuenti.
Per semplificare la lettura gli argomenti sono stati suddivisi in quattro aree tematiche:

  • sostegno alle imprese e all’economia
  • altre misure urgenti in materia di lavoro e politiche sociali
  • misure fiscali
  • misure per l’editoria.

In particolare, per quanto riguarda il primo argomento, sono chiariti alcuni dubbi relativi alla tempistica dei versamenti Irap, sui contributi a fondo perduto diretti a imprenditori agricoli e coadiuvanti, sul credito d’imposta per canoni di locazione in caso di medici che operano in intramoenia senza partita Iva e per l’attività di bed and breakfast svolto in via imprenditoriale. Per quel che riguarda quest’ultimo punto, il documento di prassi chiarisce che un soggetto che svolge attività di bed and breakfast in via imprenditoriale con partita Iva, può fruire del credito d’imposta in relazione ai canoni di locazione dell’immobile corrisposti al proprietario, anche se la struttura in locazione e adibita all’esercizio dell’attività è a uso residenziale e non invece commerciale. Quel che conta è che l’immobile locato ad uso abitativo sia strumentale all’attività di bed and breakfast svolta in via imprenditoriale.

Nell’ambito delle misure introdotte in materia di lavoro e politiche sociali e, in particolare, delle indennità destinata ai lavoratori danneggiati dalla pandemia, l’Agenzia spiega ai contribuenti forfetari come determinare la variazione del reddito nel secondo bimestre 2020 ai fini del contributo.
Ricco il pacchetto riservato alle misure strettamente fiscali. Tra gli argomenti che hanno richiesto ulteriori delucidazioni, la possibilità di utilizzare il credito d’imposta spettante per gli interventi di efficientamento energetico per compensare il debito sottoscritto in estinzione rateale relativo alla rottamazione-ter, certificazione ai fini del bonussanificazione e suoi particolari ambiti applicativi, cumulabilità della sospensione dei termini processuali e della sospensione nell’ambito del procedimento di accertamento con adesione, remissione nei termini dei debiti emersi dai controlli automatizzati e formali delle dichiarazione dei redditi, sospensione dei versamenti delle somme dovute a seguito di atti di accertamento con adesione, conciliazione, rettifica e liquidazione, liquidazione e di recupero dei crediti d’imposta. Forniti chiarimenti, infine, anche sulla proroga dei termini per favorire la graduale ripresa delle attività economiche e sociali.

Le ultime precisazioni della circolare riguardano gli interventi a favore dell’editoria. L’Agenzia chiarisce che per il 2020 il credito di imposta per gli investimenti pubblicitari è concesso agli stessi soggetti previsti dalla norma che prevede l’agevolazione, nella misura del 50% degli investimenti effettuati e in ogni caso nei limiti del regime de minimis in base ai Regolamenti europei. Il documento di prassi ricorda che il bonus è stato esteso anche agli investimenti sulle emittenti televisive e radiofoniche nazionali non partecipate dallo Stato. Inoltre, precisa il documento di prassi, l’incentivo spetta per gli investimenti effettuati e, quindi, non è necessario, come avviene ordinariamente per accedere al contributo, aver sostenuto, nell’anno precedente analoghi investimenti sugli stessi mezzi di informazione. Il periodo di presentazione della comunicazione telematica per accedere al credito d’imposta è compreso tra il 1° e il 30 settembre del 2020. Le comunicazioni telematiche già presentate nel periodo compreso tra il 1° ed il 31 marzo 2020 restano comunque valide.