Rateizzazioni Equitalia: Confedercontribuenti, grazie alla nostra denuncia si salveranno migliaia di imprese

Roma, 11 marzo 2016 – “Avevamo denunciato che il nuovo sistema di rateizzazioni rischiava di mandare in default migliaia di imprese perché prevedeva la rateazione delle cartelle Equitalia solo ai contribuenti che non erano stati in grado di completare il pagamento del piano rateale precedente delle cartelle pendenti.

Avevamo fatto appello perché si cambiasse la norma per favorire le migliaia di imprese e contribuenti che seppur in difficoltà erano riusciti a pagare quindi non decaduti dalla precedente rateizzazione e non potevano ottenere i benefici previsti– dichiara il presidente nazionale di Confedercontribuenti Carmelo Finocchiaro.

Oggi la risposta arriva direttamente dall’amministratore di Equitalia che ha proposto in Commissione per l’anagrafe tributaria la riammissione alla rateizzazione delle cartelle esattoriali anche per i piani di dilazione autorizzati da Equitalia prima del 22 ottobre 2015, data di entrata in vigore del decreto di riforma della riscossione attuativo della delega fiscale (Dlgs 159/2015).

“Nel rispondere ad un quesito di senatori e deputati sulle possibili iniziative legislative in favore dei cosiddetti “decaduti” dal piano di rateizzazione, Ruffini ha sottolineato che si potrebbe valutare l’opportunità di introdurre una disposizione che consenta ai cittadini e imprese decaduti, indipendentemente dalla data in cui è stato concesso il piano di rateizzazione e da quella in cui si è verificata o si verificherà eventualmente la decadenza. Insomma – conclude soddisfatto Carmelo Finocchiaro – oggi si ritorna al buon senso, per salvare migliaia di imprese”.

 

CONVERSIONE LIRA-EURO: APPROVATO NELL’ORDINE DEL GIORNO DEL DL “MILLE PROROGHE” LA PROPOSTA DI CONFEDERCONTRIBUENTI

Dopo la pronuncia della Corte Costituzionale dello scorso novembre in cui si dichiarava illegittima la norma che anticipava il termine ultimo per la conversione lira-euro, è stato possibile richiederla ma serviva però documentare di averla richiesta tra il 6 dicembre 2011 e il 28 febbraio 2012, specificandone l’importo.

Molti cittadini, informati da campagne informative circa la prescrizione anticipata, all’epoca dei fatti non si presentarono neanche agli sportelli della Banca d’Italia.

Oggi è’ stato approvato l’ordine del giorno del “Dl milleproroghe” presentato dal “Movimento 5 stelle”, in cui si chiede  la piena convertibilità’ di tutte le lire residue in euro.

Il presidente nazionale di Confedercontribuenti Carmelo Finocchiaro che per prima ha denunciato l’incostituzionalità della norma ha dichiarato: “Esprimiamo piena soddisfazione perché è una delle battaglie per cui ci siamo battuti e siamo orgogliosi che le nostre proposte a favore dei contribuenti vengano prese in considerazione”.

Confedercontribuenti: Il presidente Finocchiaro pronto allo sciopero della fame contro la norma Europea che “espropria” le case ai clienti delle Banche, senza alcuna salvaguardia per il debitore.

In commissione Finanze alla Camera è arrivata la bozza di decreto legislativo che recepisce la direttiva Ue 17 del 2014 «direttiva sul credito ipotecario», una norma da approvare entro il 21 marzo 2016. L’articolo 28 del testo approvato a Bruxelles recita che «gli Stati membri non impediscono alle parti di un contratto di credito di convenire espressamente che la restituzione o il trasferimento della garanzia reale o dei proventi della vendita della garanzia reale è sufficiente a rimborsare il credito».
Che cosa significa?
“Il provvedimento comunitario, emanato per tutelare i consumatori, stabilisce che, se non si riescono a rimborsare le rate di un finanziamento finalizzato ad acquisire un bene che viene posto a garanzia, si può trasferire quel determinato bene al nostro creditore, cioè alla banca o all’intermediario. Una volta venduto, il debitore potrà ottenere indietro l’eccedenza tra il prezzo di vendita e l’ammontare del debito non rimborsato” – spiega il presidente di Confedercontribuenti Carmelo Finocchiaro.
La bozza di decreto legislativo, però, compie un passo ulteriore rispetto alla normativa europea e prevede che «le parti del contratto di credito possono convenire espressamente, al momento della conclusione del contratto di credito o successivamente, che in caso di inadempimento del consumatore, la restituzione o il trasferimento del bene immobile oggetto di garanzia reale o dei proventi della vendita del medesimo bene comporta l’estinzione del debito, fermo restando il diritto del consumatore all’eccedenza».
“Quel «successivamente» è un po’ controverso -ribatte Finocchiaro – la nuova normativa varrà per i contratti stipulati dal 21 marzo in poi,ma proprio quell’avverbio sembra lasciare spazio di manovra a una modifica dei contratti di finanziamento in essere. Riteniamo – aggiunge Finocchiaro – che , la direttiva europea pone seri problemi di costituzionalità”.
L’articolo 2744 del Codice Civile sancisce il «divieto del patto commissorio», ossia che in caso di inadempimento del credito il bene dato in pegno non può passare nella disponibilità o proprietà del creditore. Tant’è vero che, quando un mutuatario non rispetta per 7 volte la scadenza delle rate, come stabilito dal testo unico bancario, la banca che eroga il mutuo si rivolge al Tribunale per avviare la procedura esecutiva: la casa viene messa all’asta e l’eventuale eccedenza, una volta venduta, retrocessa al debitore.
“Il decreto, se passasse così com’è, sarebbe un ulteriore aiuto per il settore bancario – precisa Finocchiaro – Con una clausola ad hoc si salterebbe il passaggio in Tribunale che allunga i tempi per l’escussione della garanzia. Il governo invece di accelerare i tempi della giustizia civile eliminerebbe le garanzie che essa stessa offre.”                                                                                                   

La Confedercontribuenti organizzerà una dura battaglia contro il decreto e conclude Finocchiaro: “sono pronto allo sciopero della fame per protesta”.