Senza “Pace Fiscale” è fallita l’azione di questo Governo.

di Carmelo Finocchiaro – Presidente Nazionale Confedercontribuenti

Non serviva questo Governo per avere riproposta l’ennesima versione della rottamazione dei ruoli, modello Renzi, seppur con i tempi di pagamento allungati, ma insufficienti a risolvere i problemi delle famiglie e delle imprese. Questo Governo è stato votato in larga maggioranza dagli italiani, proprio perché uno dei punti cardine della proposta elettorale proponeva quella pace che chiudeva i conti usurai con lo Stato. Ma cosi’ non sembra essere. Naturalmente insieme all’abassamento delle tasse che non avverrà. Anzi si prospetta un aumento. La bocciatura del DEF ci porta verso una ulteriore instabilità economica, con gravi ripercussioni sui bilanci pubblici. Un danno per coloro che pagano i mutui, un danno per la ripresa economica del Paese. Un danno per le imprese. Allora facciamo appello ad abbandonare le politiche dell’assistenzialismo dannoso, come sarà il reddito di cittadinanza, per concentrarsi verso scelte strutturali che risollevino le sorti del Paese. Troppe gaffe sono state commesse in questi mesi di Governo, che stanno producendo solo gravi danni. Cambiate. Questo è il nostro appello. O certamente non sapere il Governo del cambiamento, ma solo e soltanto del fallimento.

Fonte: Editoriali di Quotidiano dei Contribuenti
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Il ricordo di Gilberto Idonea del nostro Direttore

di Lillo Venezia


Gilberto idonea, attore siciliano, di Catania, dopo una lunga malattia, se ne è andato.

Posso dire di averlo conosciuto, tempo fa. Lo cercai per mare e monti per proporgli una serata di teatro siciliano ad una delle feste de l’Unità svoltesi alla Villa Bellini nella città etnea. Fu proprio contento della proposta che gli feci, anche perché non riusciva tanto a lavorare a Catania.

Mi raccontò che era tornato da poco dall’Argentina, dove aveva effettuato un lungo tour teatrale, ospite dei tanti italiani e siciliani che vivevano lì. Pur amato dai catanesi, le istituzioni teatrali lo snobbavano e di ciò si rammaricava tanto. Ovviamente al suo spettacolo alla Villa Bellini parteciparono migliaia di catanesi entusiasti. Restammo alla fine che ci saremmo sentiti, anche per organizzare  qualche altra serata, anche se nel frattempo partiva per altra tournèe all’estero.

Era un attore poliedrico, ha partecipato ad alcune fiction della Rai, come quella del commissario Montalbano.

Parlare con Gilberto era uno spasso, anche per telefono e tanti erano gli aneddoti che riusciva a raccontare, senza mai annoiarti. Erano aneddoti vissuti nelle tournèe, soprattutto con gli italiani all’estero durante  le cene dopo teatro o in albergo dove lo andavano a trovare. La sua cadenza siciliana  era qualcosa di meraviglioso, perché Catania e la Sicilia erano sempre nel suo cuore.

Avrei voluto frequentarlo di più, ma non è stato possibile. E di ciò mi rammarico  e mi rammaricherò sempre di più, ora che so  che non potrò più incontrarlo. Almeno in questa vita.

Ciao Gilberto.

Fonte: Editoriali di Quotidiano dei Contribuenti
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Solidali con MimmoLucano

di Lillo Venezia


La storia di Lucano è una storia americana dell’Ottocento, ma prima di Lincoln. Lucano è uno di quei quaccheri che aiutavano illegalmente gli schiavi a fuggire al Nord. Salvini è lo schiavista con la pistola e la frusta. E il grillino il brav’uomo che intanto andava in chiesa e recitava tutto compunto le preghiere.
Lucano non è stato semplicemente denunciato. L’hanno messo in galera, da quel pericolosissimo delinquente che era. Il leghista no: restituire i milioni rubati in rate di novant’anni è lecito, invece.

Ho voluto riprendere la breve nota di Riccardo Orioles sull’arresto di Mimmo Lucano e sul provvedimento di divieto di dimora per la sua compagna, per commentare amaramente una vicenda da anni ’20. Evidentemente c’è un Zuccaro procuratore in ogni procura italiana. Gigi D’Alessio, non il cantante, ma il procuratore della Locride in Calabria, ha cantato la sua canzone.

Addirittura ha ipotizzato una truffa  ai danni dello Stato per la gestione di fondi pubblici usati, a suo dire, in modo truffaldino, favorendo matrimoni misti, facendo carte d’identità non legali ai migranti, dando borse di studio a coloro che venivano ospitati nel borgo di Riace, nelle cui acque furono ritrovati i famosi Bronzi. Ma il gip ha rigettato queste accuse ritenendole assurde e fuori luogo nei confronti di un sindaco che tutt’al più, secondo il gip, è stato molto superficiale, poco ligio alle regole e disordinato.

Ricordiamoci che Riace era un borgo destinato alla scomparsa, come tanti altri nel meridione. Ma un giorno undici migranti curdi sbarcarono sulle coste adiacenti a Riace e da allora, grazie all’opera di Lucano, il borgo è ritornato a vivere. Le case vuote, lasciate da coloro che erano emigrati e non sicuramente in buone condizioni: Lucano le diede in comodato d’uso gratuito ai migranti che arrivavano, anche con famiglie. Il tutto però con l’accordo dei proprietari che le avevano abbandonate. Nello stesso tempo, grazie ai contributi, iniziò a fiorire, e continua tuttora a farlo, attività artigianali ed economiche gestite dai migranti che permettono loro di potere vivere, vendendo i prodotti ai visitatori del borgo. Ovviamente tutti i fascisti nostrani, inclusi i grillini, hanno applaudito all’iniziativa del procuratore di Locri, in particolare colui che rubato ben 49 milioni di euro allo Stato, che dovrebbe stare in silenzio. D’Alessio che è procuratore in una regione, la Calabria ed in particolare nella zona della Locride, nella conferenza stampa, ha descritto la figura di Lucano a mo’ di  un pericoloso criminale che ha compiuto atti gravi contro la comunità e tesi quasi al proprio arricchimento personale (n.b. Lucano non ha neanche un conto corrente).

D’Alessio si è distinto per l’assoluta mancanza di iniziative giudiziarie nei confronti della criminalità organizzata calabra, fortemente attiva nella zona e non solo, ma anche al nord ed in Germania. D’Alessio ha sbagliato canzone e festival e come Zuccaro ed altri pm, parla troppo e agisce poco. Da tempo Riace era nell’occhio del ciclone, tanto che i finanziamenti dovuti da Stato e regione sono stati bloccati. Lo stesso Salvini più volte aveva quasi istigato l’azione giudiziaria nei confronti, non tanto di Lucano, ma del modello di integrazione che Riace rappresentava. E lo stesso Lucano è stato definito dalla rivista Fortune tra i più famosi personaggi nel mondo.

Immediata la mobilitazione dei social e comunque di tutta la sinistra che vuole difendere il modello Riace e richiede  la libertà per Lucano, che ricordiamo è agli arresti domiciliari. Sicuramente in questi giorni si moltiplicheranno attestati di solidarietà organizzazioni di iniziative, come una manifestazione nazionale a Riace. D’Alessio ha sbagliato i conti, perché con questa iniziativa si è reso complice di un disegno che Saviano ha definito da regime. La destra voleva e vuole chiudere il modello Riace, ma sono convinto che ciò le si ritorcerà contro. Anche questa volta i grillini, a parte il Presidente della Camera Fico, si sono appiattiti su Salvini, un po’ perché stanno al governo con la Lega, un po’ perché anche loro devono  rispondere alla parte del proprio elettorato di destra.

Il nostro quotidiano è solidale totalmente con il sindaco di Riace Lucano e con il modello Riace. Ne chiede l’immediata scarcerazione e la chiusura di un’indagine che non ha senso ed è al limite del ridicolo.

Fonte: Editoriali di Quotidiano dei Contribuenti
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