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Bene il manifatturiero in Eurozona, in Italia al top dal 2018 

Di
Redazione
|
1 Febbraio 2021

Bene il manifatturiero in Eurozona, in Italia al top dal 2018 

AGI – Buone notizie per il settore manifatturiero in Europa a inizio anno: nel mese di gennaio prosegue la ripresa ad eccezione della Spagna che si porta sotto quota 50 punti, la soglia di delimitazione tra espansione e contrazione del ciclo. Positivo il dato italiano con l’indice Pmi rilevato da Ihs Markit che sale ai massimi da marzo del 2018.   

La crescita dell’economia manifatturiera della zona euro, spiega Ihs Markit, “è rimasta resiliente all’inizio del 2021, con il settore in espansione per il settimo mese consecutivo e di nuovo a un ritmo marcato”.

L’indice Pmi registra 54,8, in lieve calo rispetto a 55,2 di dicembre e poco diverso  rispetto alla precedente lettura flash (54,7). Il dato di gennaio è al top dagli ultimi due anni e mezzo.

La crescita è stata registrata in tutti e tre i grandi gruppi di mercato. Tuttavia, prosegue Markit, “il miglioramento delle condizioni operative visto presso i produttori di beni di consumo è stato marginale in mezzo a un calo dei nuovi ordini. Al contrario, marcati tassi di espansione hanno continuato ad essere registrati sia nel settore dei beni intermedi che in quelli di investimento”.

In Italia l’indice Pmi manifatturiero sale a 55,1 punti a gennaio dai 52,8 di dicembre e oltre le stime che prevedevano un calo a 52,4 punti.

“A inizio anno – commenta ​Lewis Cooper, Economist di Ihs Markit – si intensifica la ripresa del manifatturiero italiano, con una crescita sostenuta della produzione e una più veloce espansione dei nuovi ordini che hanno spinto l’indice Pmi principale ai massimi da 34 mesi. Malgrado il settore pare continui ad espandersi nonostante le restrizioni dovute al Covid-19, a gennaio la pandemia ha continuato ad ostacolare la catena di distribuzione, i tempi medi di consegna infatti si sono allungati al tasso maggiore dallo scorso maggio”.

“La carenza di materiale e i maggiori costi del trasporto – aggiunge – hanno inoltre spinto il tasso di inflazione dei prezzi di acquisto al livello massimo in quasi quattro anni, anche se, grazie in parte al forte aumento della domanda, le aziende sono state in grado di alleviare la pressione sui margini aumentando i prezzi medi di vendita. A gennaio, le aziende manifatturiere sono rimaste ottimiste sull’aumento della produzione dell’anno prossimo, e senza ombra di dubbio a inizio 2021 il settore manifatturiero è rimasto in buona forma, riprendendosi sempre più nonostante le restrizioni da ‘zona rossa’ in alcune parti della nazione”.

“Il dato Pmi manifatturiero oltre le attese a 55,1 punti è un ottimo segnale, che denota anche un clima di fiducia a cui hanno contribuito la messa a terra di misure come il potenziamento di Transizione 4.0”, afferma il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, che aggiunge: “Dobbiamo chiudere più in fretta possibile queste crisi e tornare a lavorare h24 per le nostre imprese”.

Bene anche la Francia dove l’indice sale a 51,6 punti a gennaio dai 51,1 di dicembre. Il dato è poco più alto delle attese che stimavano un 51,5 e segna il top da sei mesi.

In Germania il Pmi manifattura cala a 57,1 punti a gennaio dai 58,3 di dicembre ma è sempre ben sopra la soglia di contrazione. Il dato è in linea alle attese che stimavano un rallentamento a 57.

Più negativi i dati della Spagna dove il manifatturiero inizia l’anno con una contrazione, condizionato dalle restrizioni imposte dal Covid-19. L’indice Pmi cala a 49,3 dal 51 di dicembre e contro un atteso 50,9.

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Fonte: economia agi

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Source: Da QdC ad Imprese
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