EX ILVA, FINOCCHIARO (CONFEDERCONTRIBUENTI – IMPRESE ITALIA): «SALUTE DA TUTELARE, MA LA MAGISTRATURA NON PUÒ SOSTITUIRSI ALLA POLITICA INDUSTRIALE. COSÌ SI DISTRUGGE LA CERTEZZA PER CHI INVESTE»

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Redazione
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11 Settembre 2026

«La tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente non è negoziabile. Ma se sono i magistrati, attraverso provvedimenti che determinano la chiusura degli impianti, a decidere di fatto le sorti di uno dei principali poli industriali strategici del Paese, dobbiamo porci seriamente il problema della certezza del diritto e delle condizioni nelle quali un’impresa può continuare a investire in Italia».
Lo dichiara Carmelo Finocchiaro, presidente di Confedercontribuenti – Imprese Italia, commentando la decisione della Corte d’Appello di Milano sull’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto.
«Una decisione di questa portata non riguarda soltanto un’azienda. Riguarda migliaia di lavoratori e le loro famiglie, l’indotto, le imprese fornitrici, l’economia di Taranto e la capacità dell’Italia di mantenere una produzione siderurgica strategica. Il costo economico e sociale di un eventuale arresto dell’attività rischia quindi di essere gigantesco per un Paese che attraversa già una fase difficile».
Per Finocchiaro «il compito della magistratura deve essere quello di garantire il rispetto della legge e di imporre, quando necessario, l’adozione delle misure indispensabili affinché gli impianti operino nelle migliori condizioni possibili per la salute, la sicurezza e l’ambiente. Ma spetta alla politica, al Governo e alle istituzioni competenti assumersi la responsabilità delle scelte di politica industriale».
«Non possiamo accettare la falsa alternativa tra salute e lavoro. Lo Stato deve garantire entrambi. Se gli impianti devono essere adeguati agli standard ambientali, si stabiliscano prescrizioni rigorose, investimenti, tempi certi e controlli severissimi. Ma occorre contemporaneamente salvaguardare produzione, occupazione e filiera industriale».
Confedercontribuenti – Imprese Italia chiede quindi al Governo di intervenire immediatamente per individuare una soluzione che garantisca contemporaneamente salute, ambiente, occupazione e continuità industriale.
«L’Italia – conclude Finocchiaro – ha bisogno di regole severe, ma anche stabili e prevedibili. Senza certezza del diritto nessun imprenditore può programmare investimenti di lungo periodo. E senza investimenti non esiste politica industriale, non esiste crescita e, soprattutto, non esiste futuro per il lavoro».
Posso anche trasformarlo in un comunicato stampa più duro e politico, con un titolo da agenzia e una versione breve per il post social di Confedercontribuenti.