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RISCHIO PARALISI PER I MUSEI PER MANCANZA DI PERSONALE, PER CONFEDERCONTRIBUENTI-TURISMO NON SERVE SENTIRE SOLO SINDACATI MA SOPRATTUTTO TURISTI ED OPERATORI

ago 31 • Turismo • 234 Views • Nessun commento su RISCHIO PARALISI PER I MUSEI PER MANCANZA DI PERSONALE, PER CONFEDERCONTRIBUENTI-TURISMO NON SERVE SENTIRE SOLO SINDACATI MA SOPRATTUTTO TURISTI ED OPERATORI

Roma, 31 agosto 2016  – A  Taranto il MARTA, il museo archeologico inaugurato a luglio dal premier Matteo Renzi, rischierebbe già di chiudere per mancanza di personale. A Roma il museo dell’Appia Antica appena varato e reso autonomo, potrebbe rimanere una scatola vuota. A Napoli il nuovo Parco dei Campi Flegrei sarebbe senza personale.

“Parlare di  ‘mancanza di personale’ in una società dove  ancora la disoccupazione è alle stelle,  e regna sovrano soprattutto nel turismo, il precariato, è assurdo.  Analizzando il bando per ogni figura professionale che fu richiesta ci sarebbero delle falle” – commenta Mariangela Palmisano di Confedercontribuenti-Turismo.

Tra le figure  che furono richieste nel bando: restauratori, archeologi e bibliotecari per le quali sarebbe stato richiesto il possesso di  laurea. Ma siamo certi che il sistema museale abbia bisogno solo di queste figure per funzionare, essere accattivante e fruibile a tutti?

“I Musei sono per reminiscenze ed errata informazione considerati dalla maggior parte dei visitatori delle ‘noiose palle al piede’.  Quando una guida turistica propone la visita ad un museo spesso si hanno di fronte facce e smorfie poco felici.  I Musei dovrebbero completare un percorso di visita guidata in un sito e dovrebbe essere dinamico e piacevole.  Spesso quando si entra nei musei sembra entrare in un cimitero e non in una culla di cultura e storia.  Ben vengano i restauratori e gli archeologi ma forse sarebbe opportuno aggiungere alla figura del bibliotecario  guide turistiche-culturali che abbiano il carisma di fare innamorare ed interessare il visitatore”  – continua Palmisano.

La maggior parte dei siti museali sono definiti “siti protetti”.  La normativa sulle guide turistiche vorrebbe che per prestare il servizio guida in tali siti bisognerebbe avere una qualifica a parte.

“Per far apprezzare un sito, trasmettere le emozioni che la storia e cultura possono suscitare non serve solo una laurea magistrale o specialistica. Servono anche esperienza e passione.  Il turismo è la nostra fonte di rilancio economico ma dovremmo beneficiarne tutti e non solo alcuni privilegiati che non sanno neanche il motivo per cui si trovano in un determinato luogo. La Storia, l’Arte, la Cultura e l’Enogastronomia vanno prima di tutto vissute e sentite per trasmetterne le emozioni. Invito il ministro Franceschini a sentire non solo i sindacati ma anche e soprattutto gli operatori sul campo, grazie a loro l’Italia è scelta comunque come meta da moltissimi turisti” – conclude Palmisano.

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