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ALMAVIVA E CIS DUE STORIE DIVERSE CON LO STESSO DESTINO: CHIUSURA E DISOCCUPAZIONE

ott 6 • imprese • 342 Views • Nessun commento su ALMAVIVA E CIS DUE STORIE DIVERSE CON LO STESSO DESTINO: CHIUSURA E DISOCCUPAZIONE

ALMAVIVA, una delle società importanti d’Europa di call-center ha annunciato la riduzione del personale con  la conseguente chiusura della sede di Napoli  e probabilmente anche Roma.  CIS Spa di Nola il più grande centro all’ingrosso d’Europa nato negli anni ’80 lascerà allo sbando 300 aziende con relativi dipendenti e indotto.

Roma, 6 ottobre 2016 – “Si parla tanto di ripresa e occupazione ma stiamo assistendo al suicidio della linfa italiana ovvero l’imprenditoria. Siamo consapevoli che il costo del lavoro per un imprenditore è rilevante ma è necessario incentivare gli investimenti sulle  risorse umane.  L’imprenditore da un lato e il dipendente dall’altro sono in maniera diversa una risorsa da valorizzare e non da spennare.  Troppa burocrazia e tasse sono legate alle assunzioni che spesso frenano le imprese.  Apprendere della  imminente chiusura della ALMAVIVA di Napoli  aumenta la nostra rabbia e voglia di riscatto” – interviene Carmelo Finocchiaro presidente nazionale di Confedercontribuenti.

Confedercontribuenti da qualche mese ha intrapreso un’ azione di chiarezza sulla sorte di 300 imprese del CIS SpA di Nola  che rischiano la loro esistenza . Tutto parte da un maxi mutuo concesso da un pool di banche tra cui UniCredit di cui è vice presidente Luca Cordero di Montezemolo amico e socio in altra società (ITALO Treno) del Signor Punzo, presidente del CdA del CIS. Questo maxi mutuo a tasso variabile é stato girato come sub mutuo ai soci-imprenditori del CIS SpA ma a tasso fisso.

Queste operazioni miravano a finanziare una altra società, più conveniente per il Punzo, l’Interporto, che comunque risulta super indebitata.

 “Abbiamo analizzato in questi mesi contratti e documenti che  hanno portato a pensare circa l’eventuale nullità del contratto oltre ad una errata procedura nell’azione fallimentare che ha coinvolto 30 aziende.Dal congresso organizzato a Napoli lo scorso 21 giugno sono stato sentito dalla Guardia di Finanza ma purtroppo é arrivata anche comunicazione da parte dei curatori dell’imminente vendita all’asta sia degli immobili aziendali che personali degli imprenditori falliti.

Nonostante le indagini in corso, la situazione continua a precipitare: non é stata convocata ancora l’assemblea per l’approvazione del bilancio 2015 ed é stato presentato presso l’archivio camerale il piano di ristrutturazione che purtroppo decreterà la fine di tutto il CIS SpA se non si interviene subito” – continua Finocchiaro.

Confedercontribuenti non vuole assolutamente sostituirsi alla Magistratura ma ha chiesto il suo intervento e quello delle forze di polizia  con un esposto affinché venga fatta luce. Dietro ad una impresa oltre all’imprenditore ci sono operai e le loro famiglie.

“Che fine faranno queste famiglie per andare avanti? I debiti si accumuleranno alcuni si rivolgeranno alla criminalità o al lavoro nero per sopravvivere ed altri purtroppo andranno ad aumentare il numero di chi decide di farla finita. Noi ci batteremo con tutte le nostre forze affinché ciò venga evitato ma abbiamo bisogno di supporto e soprattutto collaborazione Politica”  – conclude Finocchiaro.

 

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